Connected care: cos’è e a cosa serve

Articolo tratto da AgendaDigitale.eu – Titolo originale “Sanità digitale, i primi passi per la Connected Care italiana” – Autori: Claudio Franzoni, Martina Leoni, Marco Paparella.

La digitalizzazione rappresenta uno dei maggiori driver di innovazione e può essere la soluzione per vincere la sfida della sostenibilità nel settore sanitario. Un ruolo strategico nella Sanità digitale italiana lo sta progressivamente acquisendo la Connected care che mette il cittadino-paziente al centro del sistema creando modelli organizzativi che favoriscano l’integrazione delle cure tra ospedale e territorio e abilitino l’empowerment del paziente.

L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche legato anche a stili di vita scorretti e le limitate risorse economiche e umane mettono sotto pressione il sistema sanitario, imponendo un cambiamento che deve concretizzarsi in migliori servizi sanitari per gli assistiti, maggiore efficienza dell’assistenza medica da parte dei professionisti e razionalizzazione delle risorse economiche.

Cosa è la Connected Care

In questo scenario, la Connected care – intesa come un sistema che includa nuovi modelli organizzativi e soluzioni tecnologiche, al fine di abilitare la condivisione delle informazioni cliniche dei pazienti tra tutti gli attori coinvolti nel processo di cura (medici e infermieri ospedalieri, operatori sanitari sul territorio e a domicilio, pazienti, assicuratori, referenti istituzionali, ecc.) – risulta la risposta comune su cui convengono ormai tutte le istituzioni, sia a livello centrale (ministero della Salute, MEF, Agid, ecc.), sia a livello locale (Regioni e Aziende Sanitarie), per soddisfare i nuovi bisogni di salute e mantenere l’equilibrio del sistema sanitario. E anche i cittadini italiani ne riconoscono l’importanza e si dicono pronti alla sua adozione, certi che porterà dei vantaggi concreti al loro modo di vivere la salute in diversi ambiti del continuum of care.

A cosa serve la Connected Care

L’obiettivo della Connected care è mettere il cittadino-paziente al centro del sistema creando modelli organizzativi che favoriscano l’integrazione delle cure tra ospedale e territorio e abilitino l’empowerment del paziente. Questi modelli organizzativi devono essere progettati includendo nativamente la tecnologia, non solo a supporto dei processi interni alle strutture ospedaliere, ma prevedendo nuove soluzioni tecnologiche in grado di interconnettere il paziente e tutti gli attori coinvolti nell’intero percorso di cura.

Le nuove tecnologie sono infatti il mezzo fondamentale per sviluppare le modalità di relazione e di servizio per l’assistito e gli operatori sanitari lungo tutte le fasi del percorso di salute: dall’accesso ai dati sanitari, alla fruizione dei servizi, fino ad arrivare al monitoraggio dello stato di salute, delle terapie e degli esiti, generando comportamenti preventivi basati su analisi di modelli statistici.

Che vantaggi offre

Il modello di Connected Care progettato fornisce i seguenti vantaggi:

  • permette di condividere le informazioni tra i diversi attori dei diversi modelli assistenziali coinvolti nel processo di cura del paziente che, grazie all’utilizzo della tecnologia, possono coordinarsi e scambiarsi informazioni, abilitando la reale continuità di cura;
  • governa la “presa in carico” globale dei pazienti, grazie ad un piano di cura condiviso tra tutti gli attori del sistema e integrato includendo prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali;
  • individua il Fascicolo Sanitario Elettronico quale strumento principale di raccolta delle informazioni e di comunicazione tra gli operatori del sistema e con il cittadino/paziente;
  • trasforma la tecnologia a supporto della prevenzione e cura dei cittadini/pazienti, convogliando le informazioni a Centri Servizi per il monitoraggio dei piani di cura e dei dati clinici e sanitari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *