Consulenze nutrizionali: cosa si può e cosa non si può fare online.

E’ un dato di fatto: l’emergenza Covid-19 ha sdoganato l’utilizzo del lavoro “agile” o Smart Working (chiamatelo come volete), in tantissimi settori lavorativi e quella che per anni era vista come un’eccezione, in poco più di un mese è diventata una nuova normalità.

Come si è adattato a questo cambio il mondo della nutrizione?

Durante il periodo del lock-down, c’è stata una pronta risposta da parte dell’Ordine dei Biologi, sospendendo di fatto le limitazioni imposte nella Delibera del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Biologi n. 433 del 26 settembre 2019 in materia di svolgimento online dell’“attività professionale in campo nutrizionale”, con il decreto dell’8 Marzo.

Tale decreto, valido fino al 3 Aprile, è stato poi prorogato fino al 3 Maggio, poi fino al 4 Giugno ed infine fino al 30 Giugno solo per consentire la chiusura delle pratiche e delle prenotazioni in corso.

A conti fatti, quindi, non c’è stata una vera e propria inversione di tendenza, quanto più un adeguamento temporaneo ad una situazione emergenziale.

Sarà vero? Andiamo ad approfondire.

Cosa non si può fare online:

Partendo dal presupposto che il primo rigo dell’art. 7 della delibera recita che “l’attività professionale in campo nutrizionale non può essere svolta online“, andiamo a vedere nello specifico a cosa si riferisce.

  1. Accertare l’identità di chi richiede la consulenza;
  2. Attività di anamnesi;
  3. Analisi della documentazione del paziente;
  4. Analisi delle abitudini alimentari e di vita;
  5. Valutazione dei bisogni energetici e nutritivi.

 

In particolare il Biologo deve “rilevare le misure con sistemi, strumenti e metodi affidabili e validati. È vietato demandare tale rilievo al cliente personalmente.”

Cosa si può fare online:

Sempre nell’art. 7 vengono indicate, a titolo esemplificativo, anche le attività che si possono svolgere attraverso tecnologie informatiche:

  1. Trasmettere una dieta;
  2. Chiarimenti e/o suggerimenti in merito ad un rapporto già consolidato.

 

Conclusioni:

La presa di posizione da parte del Presidente D’Anna contro i millantatori e i venditori di fumo è cosa giusta e condivisibile, rimane il fatto che questi ultimi, come affermato dal Presidente stesso, sono quelli che offrono i propri servizi online.

Inoltre, le disposizioni in merito alle visite online lasciano spazi interpretativi che andrebbero chiariti, soprattutto in merito alla gestione della relazione con il cliente nel tempo.

Non è chiaro, infatti, se una volta visitato il cliente in ambulatorio e istruito su come auto rilevare delle misure al solo fine del monitoraggio, valga ancora il limite imposto dall’art. 7.

Infine, vietare le consulenze online ai veri professionisti, con lo scopo di contrastare i sedicenti professionisti, non potrebbe rivelarsi un boomerang lasciando, di fatto, il monopolio dell’online ai truffatori?

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