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I morfotipi costituzionali

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La somatotipizzazione è un metodo unico per la classificazione del fisico umano che è stato inventato da Sheldon et al. (1940) e successivamente modificato da Heath e Carter (1967). Riflette una visione globale del corpo e trasmette un significato della totalità delle caratteristiche morfologiche del corpo umano.

Cos’è il biotipo costituzionale e come si determina?

Per la medicina e la biologia, il biotipo indica l’insieme dei caratteri e degli aspetti tipici di un individuo sul piano sia fisiologico che mentale. La sua definizione favorisce una più profonda conoscenza del corpo e promuove una maggiore aderenza alle peculiarità endocrine, neurovegetative e metaboliche appartenenti a ciascun morfotipo.

La valutazione del biotipo costituzionale fornisce una categorizzazione del fisico, andando a valutare l’adiposità, la robustezza muscolo-scheletrica e la linearità del corpo, utilizzando delle misure relative alla forma e alla composizione corporea. Il somatotipo, quindi, esprime il “determinismo genetico”, osservato dal punto di vista morfo-costituzionale.

Grazie al metodo di Heath- Carter è stato possibile identificare i tre biotipi principali, attraverso l’assegnazione di un punteggio a tre cifre che consiste in tre numeri sequenziali, registrati sempre nello stesso modo. Ogni numero rappresenta la valutazione di tre componenti primarie del fisico che descrivono le variazioni individuali nella morfologia e composizione umana. Queste tre componenti primarie sono:

  1. endomorfia,
  2. mesomorfia,
  3. ectomorfia.

La componente endomorfa descrive il grado relativo di grasso corporeo; la componente mesomorfa è caratterizzata dalla predominanza di muscoli, ossa e tessuto connettivo; i tratti tipici dell’ectomorfia, invece, sono la linearità e la snellezza del corpo.

È importante definire i somatotipi poiché è stato visto che i suoi componenti sono legati a fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. È anche noto che i diversi somatotipi sono collegati a diversi livelli di prestazioni fisiche in diverse discipline atletiche.

Il metodo Morphogram si è imbattuto nella definizione dei principali biotipi costituzionali e, per farlo, ha utilizzato un algoritmo che mette insieme diversi parametri antropometrici come l’altezza, la circonferenza del collo, la circonferenza della vita e la taglia.

L’ algoritmo utilizzato nel software Morphogram PRO per la definizione del biotipo prevede una classificazione morfo-funzionale dei biotipi costituzionali, definendone quattro fondamentali:

  1. Longilineo-Ectomorfo,
  2. Brevilineo-Leptosomico,
  3. Normolineo-Mesomorfo,
  4. Brevilineo-Endomorfo.

Il longilineo è un soggetto tendenzialmente gracile che si identifica con le seguenti 4 caratteristiche distintive: altezza maggiore del 90° centile, collo piccolo, taglia esile e rapporto vita/altezza inferiore a 0,5.

Questi soggetti tendono ad avere una prevalenza del torace sull’addome con degli arti lunghi e sottili e con poca muscolatura; inoltre, tendono ad ossidare facilmente i grassi. Hanno una predominanza del sistema nervoso centrale e periferico che derivano dal foglietto ectodermico, anche se molto spesso questo viene sovraccaricato portando a degli squilibri psico-neuro-endocrini.

Il brevilineo o leptosomico è il biotipo che si caratterizza per una bassa statura (altezza inferiore al 10° centile) e una struttura corporea esile (collo piccolo, taglia esile, braccia corte e sottili), per cui, risulta essere più armonico del longilineo. Non viene considerato, come notiamo dalla classificazione di Heath- Carter, un biotipo costituzionale a sé stante, ma il Morphogram ne tiene conto per ragioni morfo-funzionali, poiché questo biotipo presenta un fabbisogno energetico-nutrizionale ridotto, rispetto alla media della popolazione ed è particolarmente esposto per le sue dimensioni corporee, non solo all’eccesso metabolico, ma anche a facili squilibri nutrizionali.

Il mesomorfo presenta un’altezza media (tra il 25° e il 75° centile), un collo medio e uno sviluppo armonico e predominante di muscoli, scheletro e connettivo, con addome non prevalente sul torace. È possibile definire il mesomorfo un punto di equilibrio tra longilineo ed endomorfo.

La fisicità e la possibilità di esprimerla pienamente sono il fondamento della salute del mesomorfo che, al contrario, in assenza di attività fisica regolare tende ad endomorfizzarsi; per cui, il mesomorfo è portato per tutte quelle attività che richiedono forza, agilità e velocità.

Il brevilineo endomorfo è un soggetto basso e con addome prominente che viene identificato molto bene per l’altezza inferiore al 10° centile, collo corto e grande, polso robusto in rapporto all’altezza e rapporto vita/altezza superiore a 0,5. Ha una ridotta capacità ossidativa dei grassi che contribuisce alla tendenza anabolica e ingrassante, tipica di questi soggetti endomorfi.

È stato visto, inoltre, che le patologie metaboliche e cardiovascolari compaiono più tardivamente, rispetto al normolineo-mesomorfo, in cui spesso sono associate ad obesità importante e a patologie da sovraccarico articolare e vascolare. L’esercizio fisico verso cui ha maggiore predisposizione sono le attività in acqua e le attività di forza e di flessibilità.

Riassumendo, nella classificazione utilizzata da Morphogram, un individuo più è alto, con collo sottile, con polso piccolo e vita stretta, rispetto all’altezza, più è longilineo-ectomorfo. Al contrario, più è basso, con collo grosso, con polso robusto e con vita larga rispetto all’altezza, più è brevilineo endomorfo. L’armonia può riguardare sia il brevilineo con collo piccolo e taglia esile che identifica il brevilineo leptosomico, sia il normolineo-mesomorfo che rappresenta il biotipo costituzionale in cui l’armonia corporea ha il privilegio di rappresentare un punto di equilibrio tra tutti gli altri biotipi costituzionali.

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