La compliance: una questione cognitiva

Riconquistare, oggi, un’alimentazione “adeguata” non è facile, “occorre dare senso all’insensato”, in altre parole, occorre avere alle spalle un sano modello alimentare (che nella nostra realtà non può che essere il modello mediterraneo) nonché conoscere e saper sfruttare le caratteristiche funzionali  essenziali degli alimenti e le loro stagionalità, per essere in grado di gestire il cibo in modo congruente con i nostri ritmi di attività/riposo .

Il cibo inappropriato, il cibo intrusivo e ingrassante o, peggio, il non cibo, che elude e smaterializza il corpo, lo paghiamo in termini di malessere psicofisico, di mancanza di energia corporea e mentale e di limitazione della creatività e della capacità comunicativa.

Purtroppo spesso vediamo solo i chili in più o in meno, perchè  in realtà ci limitiamo alle apparenze,  ma ignoriamo  il bisogno di riconnettere il cibo in modo creativo all’interno delle nostre relazioni fondamentali recuperando il dialogo con il corpo, in assenza del quale  mancano gli argini che consentono di godere del piacere del cibo senza sensi di colpa.

E’ stato scritto che la “la dieta  è come il sesso senza piacere” per cui, da sola, non è in grado di risolvere i problemi relativi alla nostra relazione con il cibo quando ci si trova di fronte ad un’obesità o a un disturbo alimentare. 

Occorre, dunque, una nuova cultura nutrizionale che ci aiuti a riconoscere e ad evitare l’inconsistenza e la pericolosità di molte proposte nutrizionali e di molte diete commerciali.

Occorre valorizzare le componenti del cibo che comunicano maggiormente con i nostri sensi (colore, odore, sapore, consistenza) e che incidono maggiormente sulla nostra soddisfazione, sulla nostra energia e sul nostro umore. 

Occorre, in pratica, un training psiconutrizionale che ci aiuti a reinserire il cibo all’interno di un processo che permetta di ricollocare pulsioni e desideri in una prospettiva incoraggiante, in cui lavorare, socializzare, godere del tempo libero, prendendosi cura di sé e del proprio corpo, sia una necessità ed un piacere.

Studi recenti (QUOVADIS STUDY), sostengono che qualsiasi intervento nutrizionale di modificazione dello stile di vita per avere successo deve associarsi a specifiche strategie finalizzate a produrre cambiamenti cognitivi che contribuiscono ad aumentare l’adesione al trattamento.    

Autore: Dott. Prof. Paolo De Cristofaro, Specialista in Endocrinologia, già responsabile del Centro Regionale di Fisiopatologia della Nutrizione della Regione Abruzzo. 

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