Perchè la mortalità da Covid-19 è maggiore negli uomini?

I meccanismi di difesa del corpo in entrambi i sessi sono non specifici o specifici.

La difesa non specifica include:

Pelle, mucose, cellule fagocitarie, muco, ciglia, complementi, lisozima, interferone e altri fattori umorali. 

Questi processi innati sono presenti naturalmente e non sono influenzati da contatti precedenti con agenti infettivi.

Agiscono come prima linea di protezione e ritardano il manifestarsi di un’infezione.

Lo stato nutrizionale e il trofismo tissutale incidono notevolmente su questa fase.

La difesa specifica include:

Cellule B per la produzione di anticorpi, Cellule T per l’immunità cellulo-mediata.

Tali cellule sono deputate a reazioni specifiche indotte da un contatto precedente con un microorganismo/virus o con le sue determinanti antigeniche.

Sono efficaci nel controllare la diffusione dell’infezione e eradicare gli organismi invasivi (Chandra).

Tuttavia, il 70-80% di queste cellule sinergizza nell’intestino con il microbiota intestinale.

Il microbiota intestinale, infatti, riflette il nostro stile di vita complessivo e l’ambiente in cui viviamo, si costruisce nel tempo, in base alle caratteristiche del cibo che introduciamo, modulando la resistenza agli agenti stressogeni.

Quindi anche per questo tipo di immunità, la nutrizione è basilare perché deve avere la funzione di evitare stati pro-infiammatori causati dal cibo stesso, inoltre deve essere in grado di apportare composti bioattivi e nutrienti (Ferro, Magnesio, Rame, Selenio, Zinco, Acido Folico, Vit A, Vit B12, Vit D, Vit C, Beta glucani, Omega 3, Polifenoli ecc.), in modo da selezionare un microbiota che possa esercitare un effetto antinfiammatorio e immuno-protettivo.

Dimorfismo sessuale nell’immunità (svelato dal Covid 19):

I meccanismi citati appartengono ad entrambi i sessi, ma la mortalità per Covid-19, nelle varie casistiche sia cinesi, che italiane, appare sbilanciata a svantaggio degli uomini (60-70%).

Nel paper pubblicato su Le Infezioni in Medicina (n.2,2020), dal titolo accattivante “The seXY side of Covid-19: What is behind female protection? (R.M. Antonello, E. Dal Bo, P. De Cristofaro et al.)”, gli autori suggeriscono un vero dimorfismo sessuale nella risposta al Covid, in quanto le donne, nella prima fase dell’infezione, sembrano avere una risposta immunitaria più forte (immunoglobuline) che le protegge dal danno indotto dal virus, mentre nella seconda fase, rilasciano citochine pro-infiammatorie, in misura notevolmente inferiore al sesso maschile, risultando più protette rispetto ai danni immuno-mediati.

 

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