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Perchè l’obesità è un rischio in caso di Covid-19

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obesità e covid-19

Obesità e Covid-19 è stato un tema che ha richiamato sin da subito l’attenzione della comunità scientifica a causa dell’alto tasso di mortalità di chi presentava entrambe le patologie.

Il costo socio-economico dell’obesità e delle patologie associate rappresenta un problema di gravissima attualità, eppure la “cura” dell’obesità, nel Servizio Sanitario Nazionale, è considerata tuttora un lusso e non un diritto dei pazienti.

L’obesità richiede l’intervento di un’équipe multidisciplinare in cui il il professionista della nutrizione riveste un ruolo di rilevanza.

L’epidemia dell’obesità va affrontata per tempo, in quanto è associata ad un’aumentata morbilità e mortalità nell’adulto per complicanze cardiovascolari e metaboliche.

In un recente articolo “Review: Obesity and COVID- 19: A Detrimental Intersection” pubblicato sulla rivista Frontiers in Endocrinology, ad opera del Prof. dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara Nicolantonio D’Orazio, con la collaborazione della dott.ssa Maria Alessandra Gammone, è stato affermato che l’emergenza causata dal virus SARS-CoV-2 ha messo in evidenza anche un ulteriore fattore di rischio a cui i pazienti obesi sono maggiormente esposti, determinando un legame che nella maggior parte dei casi può essere fatale.

Si tratta di uno dei primi studi realizzati in Italia sulla dannosa correlazione tra Obesità e Covid-19.

Hanno inoltre dichiarato: “Abbiamo analizzato numerosi studi che confermano che le persone affette da obesità corrono un maggior rischio di sviluppare una sintomatologia più severa quando si ammalano di Covid-19.

Maggiore è l’indice di massa corporea, maggiori sono le probabilità che sviluppi l’infezione in maniera più grave.

La pericolosa alleanza fra le due patologie è determinata da alcuni fattori predisponenti che sono presenti in chi è obeso, come l’infiammazione cronica di basso grado che aumenta il numero di citochine (molecole ad azione pro-infiammatoria) e diminuisce la reattività del sistema immunitario.

In queste persone diventa quindi difficile arginare l’infezione virale da SARS-CoV-2 che oltretutto esaspera la risposta infiammatoria dell’organismo.

Inoltre, la presenza nel tessuto adiposo di un maggior numero di recettori dell’angiotensina di tipo 1 e 2, l’enzima utilizzato dal virus per la penetrazione nell’organismo, facilita l’infezione delle cellule umane.

L’obesità è inoltre associata a disfunzione endoteliale dei vasi sanguigni che favorisce la formazione di trombi ed emboli, aumentando il rischio di complicanze cardiovascolari nel decorso di Covid-19.”

Un corretto inquadramento diagnostico ed un’adeguata fenotipizzazione clinica del soggetto con obesità sono essenziali per un efficace intervento terapeutico che miri non solo al decremento ponderale ma anche alla gestione delle comorbilità e al miglioramento della qualità della vita del paziente.

Relativamente all’obesità, Morphogram è utilissimo per effettuare lo screening dei rischi ad essa connessi che, oltre alla sarcopenia, spesso esito di precedenti diete incongrue, riguardano anche l’entità e la distribuzione del grasso corporeo.

A tal proposito occorre precisare che Morphogram consente di stimare rispettivamente ai vari livelli dell’indice di massa corporea, il peso relativo dell’indice di massa magra (FFMI) e dell’indice di massa grassa (FMI), consentendo di distinguere tra obesità stenica e obesità sarcopenica, ma consente anche di valutare il rischio della distribuzione addominale, sia attraverso i cut off della circonferenza vita, sia attraverso la valutazione della stessa in rapporto all’altezza (indice di endomorfismo) e in rapporto ai fianchi (indice di visceralità).

La valutazione integrata dei cut-off della circonferenza vita, del rapporto vita/fianchi e del rapporto vita/altezza, riconosciuti dalla letteratura, associati al nostro nuovo indice (Volume addominale eccedente) che quantifica e monitorizza l’eccesso di volume addominale eccedente in litri, nei soggetti che presentano un rapporto vita/altezza > 0,5, sono indispensabili per graduare il rischio individuale e riconoscere la soglia critica che avvia alle alterazioni metaboliche.

Morphogram PRO non si limita solo alla valutazione della composizione corporea, ma è uno strumento in grado distudiare la condizione del paziente da più punti di vista, aiutandoti a prendere decisioni più consapevoli sul percorso nutrizionale da seguire.

 

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