Sindrome metabolica, stili vita essenziali nella prevenzione

Nel tempo ha cambiato più volte nome, prima sindrome X, poi sindrome da insulino-resistenza e pluri-metabolica. Solo negli anni Settanta la sindrome metabolica ha acquisito l’attuale denominazione per opera dello studioso tedesco Haller che ha associato a questo disturbo sintomi riconducibili a diabete mellito, obesità e steatosi epatica.

Da quel momento sono stati avviati vari studi clinici che hanno portato progressivamente a una conoscenza più precisa di questa combinazione di fattori di rischio. Questa particolare condizione clinica era però già nota sin dal Settecento, quando Giovanni Battista Morgagni, medico italiano considerato il fondatore dell’anatomia patologica, mise in luce una connessione tra alcune manifestazioni dell’organismo attinenti a due differenti patologie: obesità  e ipertensione arteriosa.

Tra le cause più ricorrenti vi sono un’alimentazione ricca di grassi saturi e di alimenti ad alto indice glicemico, insieme a uno stile di vita sedentario, alterazioni del microbiota intestinale, obesità  e predisposizione genetica.

Oggi risulta evidente come il primo protagonista nella gestione del metabolismo sia l’intestino, la sede di molteplici processi che lo regolano, primo fra tutti il controllo dei nutrienti che arrivano all’intestino attraverso la dieta.

All’interno dell’intestino ha sede il microbiota intestinale (meglio conosciuto come flora intestinale), considerato negli ultimi anni un vero e proprio “organo metabolico” in grado di favorire l’accumulo, l’utilizzo o l’eliminazione dei nutrienti.

La sindrome metabolica, pur essendo una condizione complessa e che può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, infarto, ictus e diabete, non è un tunnel senza uscita. La possibilità di rimediare a questa condizione esiste e gli elementi da tenere a mente per prevenire e curare la condizione sono in primis una sana alimentazione, un corretto stile di vita (niente fumo, nè  alcol) e una regolare attività fisica (almeno 30 minuti di esercizio fisico aerobico, 3-5 volte la settimana), tenendo sotto controllo il peso corporeo e in particolare la circonferenza addominale.

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