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Composizione corporea

Come svolgere un’analisi accurata del paziente

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L’analisi nutrizionale ed un eventuale intervento assume un diverso significato in relazione alle situazioni in cui può essere messo in atto.

Si può sostenere che, essendo molteplici le possibilità d’intervento, risulta opportuno stabilirne significato, finalità ed obiettivi, modalità e tutte quelle caratteristiche che ne definiscano in maniera chiara il ruolo ed i limiti.

L’esigenza di chiarezza appare più netta laddove più marcata è la differenza, come tra soggetto sano e malato.

L’importanza di una corretta valutazione dello stato nutrizionale

La valutazione dello stato nutrizionale consente di identificare i pazienti con problemi nutrizionali (già malnutriti o a rischio malnutrizione calorico – proteica o con deplezione di specifici nutrienti) che richiedono un intervento terapeutico specifico.

Deve essere considerata parte integrante della gestione del paziente, in quanto è determinante nel quantificare il rischio di complicanze, valutare la risposta alla terapia e incidere sulla prognosi.

Per monitorare l’adeguatezza dell’eventuale supporto nutrizionale andrà ripetuta periodicamente (la frequenza sarà personalizzata sulla base delle problematiche individuali e dell’eventuale insorgenza di situazioni nuove a rischio nutrizionale).

 

Andare oltre il BMI

Il BMI utilizzato soprattutto come indicatore della morbilità e mortalità associate all’eccesso ponderale.

È attendibile sulle magrezze ma non sui soggetti normopeso, sovrappeso e obesi; non discrimina tra obesità e obesità sarcopenica.

In questi casi, va abbinata l’antropometria, soprattutto in soggetti ginoidi “estremi”, che assieme alla circonferenza dei fianchi riflettono la quantità regionale di tessuto adiposo che è per lo più sottocutaneo.

 

La valutazione antropometrica

La valutazione antropometrica consente di valutare lo stato di nutrizione e standardizzare il rischio cardio-metabolico associato al sovrappeso e all’obesità.

L’antropometria è la metodica che più si presta alla percezione e alle considerazioni corporee del paziente che durante la rilevazione dei parametri antropometrici tende ad evidenziare la propria opinione, aspettativa e disagio su talune parti anatomiche al fine di non eludere il successo della proposta d’intervento nel lungo termine.

Le circonferenze corporee sono indicatori delle dimensione trasversali dei segmenti corporei.

Esse riflettono la quantità di tessuto adiposo (sottocutaneo e viscerale, a livello del tronco), ma sono ovviamente influenzate anche dallo spessore dei segmenti scheletrici e dalla massa muscolare.

Da sole o in associazione a circonferenze di altri livelli o a pliche dello stesso livello possono essere utilizzate in apposite formule come:

  • indicatori di crescita;
  • indicatori dello stato nutrizionale;
  • indicatori della distribuzione della massa grassa;
  • indicatori del biotipo morfologico o costituzionale;
  • indicatori delle aree muscolo-adipose degli arti.

 

Potrebbe apparire molto semplice effettuare la misurazione delle circonferenze, ma in realtà si possono commettere molti errori di misurazione:

  • errato posizionamento del metro;
  • variazione della tensione del metro nel corso di differenti misurazioni.

 

La qualità delle misurazioni durante una valutazione antropometrica è espressa da due parametri:

  • l’accuratezza è il grado di corrispondenza tra il risultato ottenuto ed il valore vero della variabile misurata
  • la riproducibilità è il grado di corrispondenza tra i risultati ottenuti in successive misurazioni.

 

Essa comprende la precisione, ovvero l’abilità a ripetere misurazioni nello stesso soggetto con variazioni minime variazione fisiologica (dependability), cioè fluttuazioni casuali delle variabili misurate.

Per controllare ed assicurare la qualità dei dati è necessario:

  • formazione e standardizzazione dei rilevatori dei dati sulle tecniche di misura
  • misurazioni ripetute dell’accuratezza e della riproducibilità

 

Il protocollo plico-antropometrico è fondamentale per l’utilizzo di strumenti adeguatamente calibrati, una corretta valutazione dello stato nutrizionale ed ottenere dati omogenei e scientificamente validi.

Le circonferenze degli arti possono avere un valore superiore nell’emisoma maggiormente dominante (lato dominante) rispetto all’emisoma opposto.

Tuttavia la scelta dell’uno o dell’altro lato ha una importanza relativa perché l’errore che si commette è inferiore all’errore di misurazione. La scelta è quindi lasciata alla discrezione dell’operatore.

La circonferenza della vita è un indice della massa grassa viscerale.
E’ definita come la circonferenza minima dell’addome ma tale punto di repere non è sempre facile da individuare.

Il metro viene posizionato parallelamente al pavimento senza comprimere i tessuti molli. Dovrebbe essere misurata la circonferenza minima tra l’ultima costa e la cresta iliaca.

La circonferenza vita quindi può essere utilizzata come indice predittivo di rischio metabolico.
Per avere una valutazione del rischio ottimale la circonferenza vita può essere utilizzata in associazione al BMI. La circonferenza della vita non offre informazioni in più rispetto al BMI in soggetti con BMI maggiore di 35.

La plicometria è una metodica molto usata, che rispetto al BMI tenta di separare il peso in massa magra e massa grassa, ma è gravato da errori inter ed intraoperatore molto alti, che rendono la tecnica poco ripetibile in quanto i valori che si riscontrano possono variare a seconda dell’operatore che effettua l’analisi.

 

Il Morphogram PRO, è uno strumento per far sì che la valutazione antropometrica e la valutazione dello stato nutrizionale possano essere alla portata di tutti e consentire una valutazione della composizione corporea di tipo funzionale, poco invasiva e con disponibilità di valori di riferimento.

L’utilizzazione appropriata di questa metodica dà la possibilità di stimare la massa magra, in rapporto a quella adiposa, sia attraverso opportune equazioni predittive, sia attraverso la valutazione diretta e obiettiva delle circonferenze più significative e dei loro centili, sia attraverso la definizione, con queste ultime, della propria sagoma corporea, dando l’opportunità di comprendere la tipologia costituzionale e di individuare e monitorare eventuali disarmonie, evitando di incorrere nel pregiudizio di taglia corporea che è spesso causa di insoddisfazione dell’immagine corporea e dell’innesco di disturbi del comportamento alimentare.

 

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