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Nutrizione, Salute

Come dialogare con il corpo in 4 semplici modi

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dialogare con il corpo e stile di vita

Dialogare con il corpo è il primo passo per iniziare un percorso che ci porterà a cambiare in meglio il nostro stile di vita.

Il più delle volte siamo consapevoli della necessità di dover cambiare qualcosa nel nostro stile di vita, poi si finisce, inevitabilmente, per barattare un’opportuna revisione dello stile di vita con una dieta a singhiozzo o con qualche dimagrante dell’ultima ora.

Tutto questo, ovviamente, non  modifica gli schemi mentali ingrassanti che ci siamo costruiti e soprattutto non mette in discussione la stagnante prevedibilità di molti nostri comportamenti, compresi quelli alimentari.

Soprattutto, bisogna entrare nell’ordine delle idee che alimentarsi bene, significa per prima cosa saper dialogare con il proprio corpo e il dialogo consiste nel coordinare il cibo, o meglio, il comportamento alimentare con il “corpo reale” e quindi, con la risposta che il corpo rielabora in risposta alle nostre scelte.

Prima di attuare qualsiasi cambiamento di alimentazione o di stile di vita, bisogna sapere da dove si parte e dove si può arrivare, per cui la scelta più opportuna è quella di farsi seguire da esperti che utilizzino metodiche di personalizzazione nutrizionale sulla base di una corretta valutazione dello stato nutrizionale, del metabolismo e della sfera psicologica.

1. Non fidarsi della sola bilancia

 

 

Tuttavia, allo scopo di sviluppare una più esatta percezione del corpo reale e delle sue potenzialità metaboliche e per evidenziare eventuali miglioramenti, non fidatevi della sola bilancia, il peso è un dato oscuro che non distingue tra massa magra e massa grassa, per cui è fonte di errori di valutazione, di autoinganni, o di truffe quando capitate in mano a sedicenti nutrizionisti.

2. Imparare un pò di antropometria casalinga

Per monitorare con obiettività i vostri cambiamenti corporei, dovete imparare un pò di antropometria casalinga, che al di là di possibili errori di misura, che possono essere notevolmente ridotti se le misure vengono prese in punti del corpo standardizzati, vi aiuta a dialogare con il corpo ed apprendere ciò che potete chiedergli.

Per iniziare le misure avete bisogno di:

  • 1 bilancia
  • 1 metro da sarto
  • 1 calcolatrice

 

A questo punto seguite i seguenti passaggi:

 

3. Valutare l’Indice di Massa corporea (BMI)

 

L’Indice di Massa Corporea, a tutti noto con l’acronimo di BMI (Body Mass Index), è un indice largamente usato come parametro per classificare il peso in termini di obesità/magrezza.

Il calcolo del BMI è molto semplice e può essere svolto da casa con una calcolatrice o semplicemente utilizzando i calcolatori online.

4. Misura la circonferenza vita

 

Misura la circonferenza vita con il centimetro, facendolo passare a metà strada tra il punto più in basso dello sterno (Xifoide) e l’ombelico.

Tale misurazione ci permette di valutare se il grasso addominale ha raggiunto livelli di rischio per dismetabolismi e malattie cardiovascolari.

Ciò si verifica se la misura è superiore rispettivamente a 102 cm negli uomini e a 88 cm nelle donne, ma la misura la circonferenza vita è indispensabile perchè ci indica anche il punto di partenza del nostro girovita per verificare la bontà dei nostri percorsi di riequilibrio nutrizionale.

Anche altre circonferenze corporee sono importanti per dialogare con il corpo, anche quella del collo ci può rivelare delle informazioni importanti.

La scienza che studia le dimensioni e le circonferenze del corpo umano si chiama antropometria, ed è una metodica che se utilizzata opportunamente può migliorare il processo decisionale del nutrizionista.

Per concludere, il cibo inappropriato lo paghiamo in termini di malessere psicofisico, di mancanza di energia corporea, di apertura mentale, di creatività, di capacità comunicativa e di chili in più.

Purtroppo spesso vediamo solo questi ultimi e dimentichiamo che esiste un cibo che nutre il corpo, un cibo che nutre la mente, un cibo che nutre il sogno, un cibo che nutre l’amore, un cibo intrusivo e ingrassante, un non cibo che elude e smaterializza il corpo.

Ce n’è per tutti, ma in tutto ciò non c’è un problema di calorie e nutrienti, ma c’è il bisogno di riconnettere il cibo in modo creativo all’interno delle nostre relazioni fondamentali recuperando i feed back ambientali, sensoriali e corporei, in assenza dei quali mancano gli argini che consentono di godere del piacere del cibo senza sensi di colpa.

 

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