fbpx

Composizione corporea

In che modo l’antropometria migliora il processo decisionale del nutrizionista

Condividi questo articolo su

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
antropometria composizione corporea

L’antropometria è un metodo semplice, economico e non invasivo, per determinare le dimensioni, le proporzioni e la composizione corporea (stato nutrizionale).

Quest’ultimo, ad ogni età riflette sostanzialmente lo stato generale di salute e di benessere degli individui e delle popolazioni.”

Questa è la definizione che nel 1995 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato all’antropometria come metodo per la valutazione della composizione corporea e dello stato nutrizionale.

L’antropometria è utile su vasti strati di popolazione, ed è anche utilizzabile come riferimento nei reparti ospedalieri e in ambulatori specialistici, proprio perché è possibile avere dei valori di riferimento per tutte le misure antropometriche.

In che modo l’antropometria migliora il processo decisionale del nutrizionista e più in generale del professionista della nutrizione?

I punti di forza dell’antropometria sono:

  • la semplicità;
  • l’economicità;
  • la non invasività;
  • la portabilità;
  • i valori di riferimento.

 

L’antropometria nutrizionale consiste nella misurazione di caratteristiche biologiche influenzate dalla nutrizione.

II rilievo di una caratteristica antropometrica avrebbe ben poco significato se questa non fosse in relazione con la funzione dell’organismo e non servisse a migliorare la nostra conoscenza e possibilità d’intervento su quest’ultima.

L’ interesse clinico dell’antropometria dipende proprio dall’evidenza di questa associazione.

Peso, statura, pliche, circonferenze e diametri possono essere utilizzati per ottenere la stima della composizione corporea attraverso un’equazione predittiva.

L ‘abuso delle equazioni predittive è uno dei principali problemi che s‘incontrano nella valutazione della composizione corporea e dello stato nutrizionale da parte del professionista della nutrizione.

E’ necessario chiarire che l’utilità  dell’antropometria dipende dal fatto che essa fornisce misure dirette e, la sua utilità in ambito clinico è largamente sottostimata.

Questo spiega l’alto numero di diagnosi tardive nella patologia nutrizionale.

Tra le misura da valorizzare, peso e statura da sole ci danno informazioni solo sull’entità dell’accrescimento e sull’indice di massa corporeo.

Le pliche ci permettono di valutare l’entità e la distrettualità del grasso sottocutaneo.

Le circonferenze sono d’ausilio per l’individuazione dei soggetti sarcopenici, ma sono indispensabili per distinguere soggetti androidi e ginoidi, sia per valutare l’adiposità addominale ed i suoi fattori di rischio cardiometabolici, sia per prevenire i danni articolari e le complicanze veno-linfatiche dell’adiposità gluteo-femorale.

Hanno importanza anche i diametri e le lunghezze segmentali, ma soprattutto in antropologia, auxologia e attività sportive.

La valutazione della composizione corporea è essenziale nel definire lo stato nutrizionale e di salute dell’individuo.

Valutare quantità e qualità di massa grassa (FM), massa magra (FFM) è utile nel definire l’efficacia dell’intervento nutrizionale.

Il peso, infatti, rappresenta la somma di tutti i compartimenti corporei senza distinguere tra questi.

Si utilizza l’Indice di Massa Corporea (IMC) per una rapida valutazione del paziente, in quanto consente una classificazione del grado di sottopeso o di obesità.

Tuttavia l’IMC non discrimina tra massa grassa (FM) e massa magra (FFM) e non dà informazioni sulla distribuzione del grasso corporeo e sul rischio cardio-metabolico.

Quest’ultimo può essere stadiato attraverso i valori della circonferenza vita (WC), del rapporto vita/altezza (WHtR), che predice la sindrome metabolica con maggiore precisione rispetto alla DEXA.

Nonché del rapporto vita/fianchi, che classifica l’obesità come ginoide o androide e predice il rischio della visceralità quando detto rapporto è maggiore a 0,85 nelle donne e a 0,9 negli uomini.

Vi sono altri 2 indicatori di adiposità che meglio degli altri correlano con la funzionalità corporea e quindi con il rischio di comorbilità.

In particolare il rapporto vita/coscia esprime che il rischio cardio-metabolico-infiammatorio è inversamente proporzionale alla circonferenza mediana della coscia.

E’ dimostrato che il riscontro di circonferenze addominali di rischio, associato a circonferenze della coscia, ridotte al punto tale  che il rapporto tra le rispettive misure risulti > 2 risulta essere il miglior indicatore di diabete.

Infine, resta da segnalare l’importanza del rapporto collo/altezza che ove risulti > 0,25 espone ad un elevato rischio di OSAS (sindrome delle apnee notturne).

La circonferenza degli arti viene utilizzata maggiormente per valutare il rischio di malnutrizione per difetto.

Nello specifico, il rapporto tra la circonferenza braccio e avambraccio è un predittore di malnutrizione, quando tale valore risulta inferiore all’unità.

La plicometria fornisce una misura indiretta della FM a partire dalla valutazione dello spessore delle pliche cutanee, utilizzando formule di regressione che comprendono dalle tre alle sette sedi di misurazione.

La formula più utilizzata è quella di Durnin-Womersley, che prevede l’utilizzo di 4 pliche:

  1. bicipitale
  2. tricipitale
  3. sottoscapolare
  4. sovra- iliaca

 

La valutazione della composizione corporea rappresenta il miglior indicatore di valutazione a breve e a lungo termine dello stato di nutrizione e di salute dell’individuo.

L‘Antropo-plicometria è una tecnica destinata ad avere un successo sempre maggiore in quanto, se applicata correttamente e prioritariamente, si affermerà come insostituibile strumento per quantificare, e monitorare indici di obesità/magrezza correlati con le funzionalità (biologiche, bioumorali, immunologiche, ecc.) sia nel soggetto sano che in quello patologico.

È la metodica che più si presta alla percezione del proprio corpo e alla conoscenza delle peculiarità metaboliche del proprio biotipo costituzionale, rendendo il paziente consapevole e non vittima dei pregiudizi di taglia corporea e delle innumerevoli fake news che riguardano la nutrizione ed il metabolismo.

 

Condividi questo articolo su

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Potresti essere interessato anche a questi articoli