La stadiazione del rischio nei pazienti obesi

La letteratura ci conferma che il grasso addominale fornisce una stima indipendente del rischio rispetto al BMI, ma per far sì che si attivi un percorso decisionale che dia dignità clinica agli indicatori maggiormente utilizzati nell’obesità e per ponderare il rischio individuale, occorre una lettura integrata dei fattori di rischio che si correlano più direttamente a disfunzionalità o comorbilità presenti in quell’individuo.

In particolare:

  • L’incremento della circonferenza vita al di sopra dei valori di cut off indicati dalla letteratura è un fattore indipendente di rischio cardiovascolare.
  • Il rapporto vita/fianchi al di sopra dei valori di cut off indicati dalla letteratura è un fattore di rischio indipendente di insulino-resistenza.
  • Il rapporto vita/altezza al di sopra dei valori di cut off indicati dalla letteratura è un fattore di rischio indipendente per sindrome metabolica.

La presenza contestuale di tutti e tre i fattori di rischio esaminati, incrementa la predittività del rischio nel soggetto preso in esame perché inquadra il rischio della circonferenza vita, in rapporto alla specifica e contestuale valutazione dei propri fianchi e della propria altezza.

A questo punto, il Volume Addominale Eccedente (VA+) è un indicatore che completa quelli già descritti, perché viene calcolato utilizzando la circonferenza addominale, che è la circonferenza maggiore dell’addome, mentre i fattori di rischio già menzionati utilizzano la circonferenza vita, che è la circonferenza minore dell’addome.

L’analisi integrata di tutti questi indicatori valuta come l’incremento dell’adiposità centrale impatta nel soggetto preso in esame.

Questi dati, sono già sufficienti per il monitoraggio dell’obesità e sono riportati nell’analisi smart che ha una grande utilità nell’automonitoraggio del paziente, allo scopo di non interrompere la continuità terapeutica e di non disperdere il lavoro già fatto.

Infatti, nei casi in cui, quest’ultimo, non può accedere ad una visita di controllo, per motivi non dipendenti dalla sua volontà, può continuare con il monitoraggio da remoto, che richiede semplicemente l’auto-misura standardizzata di sole tre circonferenze (vita, addome e fianchi), che il nutrizionista può insegnare al paziente durante la visita in ambulatorio.

Ovviamente la valutazione con l’analisi full è più completa perché aggiungiamo altri fattori di rischio che sono suggestivi della presenza di complicanze dell’obesità (obesità sarcopenica, diabete, OSAS).

Infatti l’incremento del rapporto tra la circonferenza vita (indice di grasso addomino-viscerale) e la circonferenza mediana della coscia (indice di muscolarità e di grasso sottocutaneo), evidenzia un aspetto funzionale e metabolico suggestivo di obesità sarcopenica e di diabete, mentre il rapporto tra la circonferenza del collo e l’altezza, evidenzia un eccesso di grasso anche nella parte superiore del corpo, consentendoci di approfondire e di prendere opportune decisioni su una probabile obesità con OSAS (sindrome delle apnee notturne).

Grazie alla presenza di queste misure e dei relativi cut off, si ha finalmente un criterio per una stadiazione dell’obesità fondata su una valutazione dello stato nutrizionale che dia peso effettivo ai rilievi più strettamente legati a condizioni di interesse clinico-terapeutico, in modo da attivare e graduare il livello decisionale e prioritizzare gli interventi con maggior grado di appropriatezza e di efficacia, al fine di non disperdere risorse nel mare magnum del sovrappeso e dell’obesità non complicata.

Paolo De Cristofaro

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