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Nutrizione, Salute

Il consumo di cereali raffinati è associato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari

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cereali raffinati e prevenzione delle malattie cardiovascolari

Abbiamo già trattato in questo blog l’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari e di come, attraverso la metodica Morphogram, è possibile monitorarne la stadiazione del rischio attraverso tre circonferenze corporee.

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morbosità, invalidità e mortalità in Italia, sia negli uomini che nelle donne.

L’alta prevalenza è in gran parte attribuibile allo stile di vita attuale, spesso caratterizzato da sedentarietà, da dieta ricca di grassi saturi e zuccheri e con ridotto consumo di frutta, verdura, fibre e altri nutrienti benefici.

Il modello alimentare praticato rappresenta un fattore di rischio modificabile da cui partire nella prevenzione e nella riduzione del rischio di queste malattie.

Il consumo di cereali raffinati in elevata quantità è associato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari, ictus e morte prematura.

È quanto è emerso da uno studio pubblicato sul British Medical Journal, a partire dai dati della grande ricerca internazionale “Prospective Urban and Rural Epidemiological (PURE) Study”.

È stata indagata la possibile esistenza di un nesso tra l’assunzione di cereali raffinati, cereali integrali e riso bianco e la mortalità totale, i principali eventi cardiovascolari, l’ipertensione arteriosa e il profilo lipidico.

Nello specifico questo studio ha analizzato i dati relativi a 137.130 soggetti sani, residenti in 21 Paesi di tutto il mondo (molti dei quali abitanti nella Cina rurale), di età compresa tra 35 e 70 anni, che hanno preso parte al grande studio (PURE), seguiti per 16 anni.

Tutti i partecipanti hanno fornito informazioni dettagliate sullo stile di vita e le abitudini alimentari, rilevate tramite questionario delle frequenze alimentari.

Gli eventi cardiovascolari significativi come infarti, ictus, malattie cardiovascolari e i decessi, a loro attribuiti, sono stati messi in relazione con le abitudini alimentari.

È emerso che i partecipanti abituati a consumare più di 7 porzioni al giorno di cereali raffinati, con un’assunzione superiore quindi a 350 g al giorno (essenzialmente pane bianco, ma anche cereali da colazione, crackers, alcuni tipi di pasta e prodotti da forno), avevano un rischio di mortalità per malattie cardiovascolari più alto del 27% rispetto a chi consumava meno di 50 g al giorno di cereali raffinati.

Il rischio di malattie cardiovascolari e di ictus aumentava, rispettivamente, del 33% e del 47%.

Nessuna associazione significativa, invece, è stata rilevata per consumi fino a 350 g, o tra il consumo di cereali integrali o di riso bianco e il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari o mortalità totale.

Il Global Burden of Disease, studio condotto dall’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington (USA), pubblicato sulla rivista anglosassone “The Lancet” coinvolge 204 paesi tra cui l’Italia e si ripropone dal 1990 di misurare a livello mondiale gli andamenti epidemiologici, valutando le cause della perdita di salute (intesa non solo come morte prematura, ma anche come anni vissuti con disabilità).

Lo studio fotografa, anche in Italia, un continuo aumento delle malattie croniche, causa di mortalità prematura e disabilità.

Nella sua edizione del 2019, oltre a riaffermare la pericolosa tendenza circa l’uso dei cereali raffinati, indica anche in “sette porzioni quotidiane” la media considerata dannosa o potenzialmente patologica:

  1. BISCOTTI, FETTE BISCOTTATE E BRIOCHE (a colazione)
  2. UN PACCHETTO DI CRACKER (a merenda)
  3. PASTA E RISO (a pranzo)
  4. PANE (a pranzo)
  5. CRACKER OPPURE PANE (a merenda)
  6. PANE, PASTA, PIZZA (a cena)
  7. BISCOTTI (dopo cena)

 

È fondamentale insistere sulla promozione di un maggior consumo di cereali integrali e di una riduzione del consumo di prodotti raffinati per una migliore salute cardiovascolare.

Ci piacerebbe sapere se stai già attuando degli stili di vita sani e che prevedono un aumento del consumo di prodotti non raffinati e se si, quali?

Prendiamoci un momento per riflettere e condividere le proprie esperienze commentando questo articolo, siamo sicuri che può essere di aiuto a chi sta iniziando proprio adesso a prendersi più cura di se stesso partendo da un sano stile di vita ed alimentare.

 

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